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Paragrafo 1 . L'avvio della "solidariet nazionale".

Le  elezioni  del  giugno 1976 si svolsero in  un  clima  assai  teso,
perch, visti i risultati delle precedenti amministrative e regionali,
era  ipotizzabile un "sorpasso" della DC da parte del PCI. Questo  non
si  verific, perch il partito comunista, pur balzando  dal  27,2  al
34,4%, non raggiunse la democrazia cristiana, che si mantenne sopra al
38%;   gli   equilibri  politici,  comunque,  risultarono   ugualmente
cambiati,  cos da rendere difficile la formazione di una  maggioranza
di  centrosinistra.  I risultati elettorali avvalorarono  la  tesi  di
coloro i quali sostenevano che, per affrontare le gravi emergenze  del
terrorismo e della crisi economica, erano necessari nuovi rapporti tra
le  forze  politiche. Di tale avviso era il segretario del PCI  Enrico
Berlinguer, il quale gi nel 1973 aveva affermato che, per attuare  le
riforme  necessarie alla soluzione dei gravi problemi del paese  senza
il  rischio di svolte autoritarie, era indispensabile un consenso  pi
ampio  possibile, fondato su un "compromesso storico"  tra  cattolici,
comunisti  e  socialisti.  Convinto  della  necessit  di  un  accordo
politico  con  il PCI era anche Aldo Moro, che nell'ottobre  del  1976
venne eletto presidente della DC.
Ebbe   cos   inizio   l'esperienza  della   cosiddetta   "solidariet
nazionale",  ossia  la  formazione di governi  sostenuti  da  tutti  i
partiti  dell'arco costituzionale, compreso il PCI. Essa si svolse  in
tre successive fasi, ciascuna caratterizzata

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da  un crescente coinvolgimento del partito comunista. Nell'agosto del
1976  Giulio Andreotti form un governo monocolore DC, che ottenne  la
fiducia grazie all'astensione di PCI, PSI, PRI, PSDI e PLI. Nel luglio
1977  l'accordo tra i vari partiti venne consolidato da un'intesa  sul
programma.    Per   combattere   il   terrorismo   vennero    adottati
provvedimenti  eccezionali,  tra cui l'ampliamento  dei  poteri  della
polizia.  La  crisi economica venne affrontata con  un  aumento  delle
tariffe,  con  un prelievo fiscale straordinario, con  la  limitazione
della  spesa  pubblica  e  con altre misure  volte  ad  accrescere  la
produttivit  e a contenere il costo del lavoro, quali la soppressione
di  alcune  festivit e la riduzione della "scala  mobile",  cio  del
meccanismo  di adeguamento automatico dei salari al costo della  vita.
Questi  ultimi  provvedimenti vennero accettati  anche  dai  sindacati
confederali,  che,  per  sostenere  i  nuovi  equilibri   politici   e
contribuire  alla  soluzione della crisi economica, si  impegnarono  a
moderare le loro rivendicazioni.
